- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

lunedì 27 febbraio 2017

Educatrici, si va dal prefetto. Ma i sindacati si spaccano

La decisione è stata presa quasi all’unanimità dalle educatrici. Al momento del voto, i delegati del Csa avevano già abbandonato l’assemblea. La linea del sindacato, infatti, era quella di consultare la funzione pubblica prima di prendere qualsiasi decisione. “Non vi dico quello che vorreste sentirvi dire, ma mi baso sulla normativa”, ha ribadito Angiolino Liguori.
Più dura la posizione di Cgil e Adl, che probabilmente non si presenteranno nemmeno al nuovo tavolo tecnico. Questa netta spaccatura e il malumore che serpeggiava tra le educatrici ha indotto Liguori e i suoi a lasciare la sala del Museo del Tessile.
“L’amministrazione ha alzato un muro – ha sottolineato Paola Busotti (Cgil) – Anche incommissione, solo Valentina Verga (consigliera comunale del Pd, ndr) ha cercato di aiutarci. Purtroppo nessuno ha saputo darci risposte, così come era già accaduto al tavolo tecnico. Piuttosto che perdere ulteriormente tempo, meglio dedicarlo alla scuola”.
Stanno distruggendo un settore – ha rincarato Pina Sculco (Adl) – È arrivato il momento di lottare”.
“C’è poco da dire – ha aggiunto Fausto Sartorato, sempre di Adl – Dateci il mandato di indire lo stato di agitazione e andare in prefettura. Anche i vigili negli ultimi due mesi non prendono l’indennità. Mi auguro sia solo un caso, ma è ora di muoversi”.

accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti

Nel Supplemento Ordinario n. 57 della Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016, è stata pubblicata la legge 11 dicembre 2016, n. 232, avente ad oggetto “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”.

Tale legge, all’articolo 1, commi da 206 a 208, reca disposizioni in materia di accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, come modificato dalla legge n. 214 del 2011.

In particolare, con effetto dal 1° gennaio 2017, l’articolo 1, comma 206, lettera d), della legge n. 232 del 2016 ha modificato l’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo n. 67 del 2011 prevedendo che, ai fini dell'accesso al beneficio in parola, il lavoratore deve trasmettere la relativa domanda e la necessaria documentazione entro il:

-      1° marzo 2017, qualora perfezioni i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2017;

-      1° maggio 2017, qualora perfezioni i prescritti requisiti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018.

BUSTO ARSIZIO Indennità tagliate, le educatrici degli asili nido in stato di agitazione

A partire da giugno dell’anno scorso le educatrici degli asili nido di Busto Arsizio, poco meno di una cinquantina di lavoratrici, si sono viste decurtare dalla busta paga l’indennità di turno che avevano sempre regolarmente percepito e hanno iniziato ad attuare alcune forme di protesta a partire da dicembre.
Per riottenere questa somma, che varia dalle 100 alle 150 euro mensili, questa mattina (lunedì) si sono riunite in assemblea per decidere le forme di protesta da intraprendere contro l’amministrazione comunale che – nel nuovo contratto di lavoro – ha escluso l’indennità di turnazione. La decisione che è stata presa dalla maggior parte delle educatrici è quella di dare avvio allo stato di agitazione che porterà le rsu (Adl e Cgil) del Comune davanti al Prefetto per tentare un’ultima mediazione con il datore di lavoro, prima dello sciopero.

domenica 26 febbraio 2017

ANCHE A MALPENSA IL "SISTEMA ROMEO" - TG RETE55 -


Il giudice gli dà ragione. Ma non può riavere il posto

«Licenziato in modo pretestuoso. Ora reintegratelo». L’appello del sindacato Adl al sindaco di Samarate per non lasciare a casa Valerio Karayan, ormai ex dipendente del settore cimiteri della Asc. Il suo licenziamento è stato considerato illegittimo dal giudice, ma non è stato reintegrato perché l’azienda, la ex municipalizzata di Samarate in liquidazione, ha meno di 15 dipendenti. Ma il sindaco Leonardo Tarantino ribadisce «totale fiducia nell’operato del liquidatore Ugo Gaspari».
Davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Busto Franca Molinari, Karayan ha avuto ragione «su tutta la linea», come fa notare Fausto Sartorato, dell’esecutivo provinciale di Adl. Ma non ha ottenuto il reintegro sul posto di lavoro e adesso deve accontentarsi dell’indennità di disoccupazione. «Sto facendo qualche corso nel settore funebre, busso alla porta delle municipalizzate, ma non ho prospettive» racconta Karayan. Dipendente del settore servizi cimiteriali di Asc dal 2007, nel mese di settembre aveva ricevuto due provvedimenti disciplinari lo stesso giorno, il 23 settembre – per un errore nella compilazione della scheda benzina e un ritardo all’inizio del turno - cui era seguita la contestazione, sempre lo stesso giorno, di un’incoerente compilazione della scheda di percorrenza chilometrica. Così, l’11 ottobre, arriva il licenziamento, per giusta causa, senza preavviso e con effetto immediato. Licenziamento che il giudice, nella sentenza depositata il 10 febbraio, ha dichiarato «illegittimo», condannando Asc a versare cinque mensilità di risarcimento (sulle sei richieste dal legale di Karayan) oltre alle spese legali, ma non imponendo il reintegro.
«Prendiamo atto della sentenza, la legge è così, ma lasciare a casa un lavoratore in questo modo è assurdo, soprattutto per un’azienda pubblica - attacca Sartorato - facciamo un appello affinché venga reintegrato, chiediamo al sindaco di chiedere le dimissioni del liquidatore e alle opposizioni di muoversi per verificare se è stato messo lì per tagliare il personale con scuse banali».

PRESIDIO E RACCOLTA FIRME CONTRO OSPEDALE UNICO GALLARATE BUSTO - ARTICOLO




sabato 25 febbraio 2017

Operaio licenziato, il giudice condanna l’azienda comunale

Il licenziamento dell’operaio cimiteriale è stato illeggitimo e l’azienda comunale di Samarate dovrà pagare gli stipendi arretrati. Per Roberto Karayan, necroforo licenziato lo scorso anno, è però una vittoria a metà, perché il giudice del tribunale di Busto, Franca Molinari, non ha imposto la riassunzione dell’operaio in ASC, che oggi è in liquidazione.
L’operaio cimiteriale (a destra nella foto, con il sindacalista Fausto Sartorato)è stato licenziato nell’estate scorsa, a fronte di una serie di contestazioni in particolare sulla “incerenza del chilometraggio”indicato sulla documentazione e di quello effettivo del mezzo di servizio affidatogli. Il giudice però ha ritenuto che “non è circostanza idonea a giustificare la sanzione espulsiva”, cioè il licenziamento, perchè il comportamento dell’operaio cimiteriale “non sia statto tale da compromettere irrimediabilmente il rapporto di fiducia”.
Il tribunale di Busto ha esaminato il caso nell’udienza dell’8 febbraio e ha emesso la sentenza il 10 febbraio, «condannando ASC a versare 5 mensilità più le spese di lite per 1500 euro (50% del totale) e accertando l’illegittimità» sintetizza Fausto Sartorato, sindacalista del sindacato di base AdL.
Al di là di quanto disposto dalla sentenza, il sindacato contesta l’operato dell’amministratore della società (o meglio: del liquidatore incaricato, Ugo Gaspari) e contesta la fiducia riposta dall’amministrazione comunale. «Con i soldi pubblici è facile gestire le cose: non si paga di tasca propria» attacca Fausto Sartorato di AdL. «Al sindaco chiediamo una riflessione, chiediamo se non è il caso di ammettere che qualche errore è stato commesso dal liquidatore. Karayan è stato licenziato con un pretesto. 

venerdì 24 febbraio 2017

Meno bimbi e indennità tagliate, le educatrici dei nidi: “Paghiamo solo noi”

È proseguito anche nella serata di ieri, giovedì, il muro contro muro tra le educatrici degli asili nido di Busto Arsizio e gli assessori Alessandro Chiesa (che si occupa del personale) e Paola Magugliani (educazione e cultura). In commissione, infatti, il Pd ha presentato due questioni importanti che riguardano il servizio educativo: una richiesta di spiegazioni sulla chiusura dell’asilo Poggi e un’interrogazione sullavicenda dell’abolizione dell’indennità di turno nella busta paga delle educatrici che da giugno del 2016 si sono viste decurtare cifre mensili che vanno dai 100 a i 150 euro (presentate entrambe da Valentina Verga, Pd).

Sciopero in vista

Le lavoratrici hanno negato quest’ultima circostanza e restano convinte che questa decurtazione è ingiusta: «Garantiamo il servizio pur essendo in un numero inferiore e proprio per questo il nostro lavoro è stato organizzato su turni in modo da avvicendarci per mantenere un rapporto educatrici/bambini che rispetti la legge – hanno detto al termine della commissione – visto che non ci viene più riconosciuto economicamente noi non lo garantiremo più». Il rappresentante sindacale Sartorato: «Questa giunta è fatta di dilettanti allo sbaraglio. Siamo allibiti». Lunedì mattina, infatti, le educatrici si troveranno in assemblea sindacale per decidere quali azioni di protesta intraprendere, non è escluso lo sciopero.

Il commento di Valentina Verga

«Vorrei sottolineare come le risposte date ieri che sono state vaghe e contraddittore fanno trasparire quella che appare una scelta politica chiara che è quella di non investire più nel settore educativo e soprattutto nei nidi e scuole per infanzia, scelta che a mio avviso è inaccettabile».

Cosa ne sarà dei due ospedali di Busto e Gallarate

La Regione va avanti, ogni giorno di più, verso l’ospedale unico Gallarate-Busto, ma intanto si organizza anche il fronte dei contrari alla prospettiva del nuovo ospedale “baricentrico” tra le due città.
L’assessore regionale Giulio Gallera è intervenuto oggi, venerdì 24 febbraio, parlando di Gallarate-Busto e del nuovo polo Santi Carlo e Paolo a Milano, per assicurare che «la logica che guiderà le nuove realizzazioni di questi e futuri ospedali in Lombardia non sarà più quella di sostituire un presidio con uno nuovo, ma quello di migliorare e concentrare l’organizzazione sanitaria in un’unica struttura sfruttando gli attuali presidi a funzioni più orientate al territorio».
Il Comitato per la Tutela della Salute sarà davanti ai due ospedali in questo weekend (sabato dalle 16.30 alle 18.30 a Busto, domenica a Gallarate dalle 15.30 alle 17) per spiegare le ragioni della contrarietà eraccogliere firme per il mantenimento dei reparti esistenti e per la riapertura dei reparti già accorpati nelle due sedi. Il Comitato contesta il progetto dell’ospedale unico sostenendo che sia un intervento guidato da logiche privatistiche e di speculazione immobiliare e che non sarà in grado di rispondere alla fase post-acuta.

mercoledì 22 febbraio 2017

SISTEMA ROMEO ANCHE A MALPENSA? ARTICOLO LA PREALPINA


OSPEDALE UNICO GALLARATE BUSTO?

I PREPARATIVI PER LA COSTRUZIONE DELL'OSPEDALE UNICO FRA GALLARATE E BUSTO ARSIZIO SONO GIÀ COMINCIATI:

·        si è costituita la A.S.S.T della Valle Olona al posto delle Aziende Ospedaliere di Gallarate e Busto Arsizio
·        sono stati accorpati i reparti di urologia e otorinolaringoiatria a Busto Arsizio e la neurologia a Gallarate
·        a ottobre 2016 è stato istituito il comitato di pilotaggio con il compito di costruire una struttura unica al posto delle due esistenti
·        il 9/11/2016 il Presidente della Regione Lombardia, con la soddisfazione dei sindaci di Gallarate e Busto, ha affermato che l'ospedale unico si farà

PERCHÈ È MEGLIO MANTENERE E MIGLIORARE I SERVIZI DEI DUE OSPEDALI:

·        sono più vicini ai cittadini e più facilmente raggiungibili anche dai paesi limitrofi, da chi è anziano o da mamme e papà con bambini piccoli
·        dispongono di un numero maggiore di posti letto rispetto all'ospedale unico anche prendendo per buone le previsione più ottimistiche già anticipate
·        sono stati oggetto di importanti ristrutturazioni: il padiglione polichirurgico a Busto, il padiglione Trotti Maino e la Traumatologia a Gallarate

L’OSPEDALE UNICO INVECE:

·        favorirà speculazioni edilizie, anche nelle aree degli ospedali dismessi
·        porterà ad una diminuzione di servizi, posti letto e personale
·        si limiterà alla fase acuta e dopo le dimissioni il paziente dovrà arrangiarsi
·        non sarà in grado di rispondere a picchi stagionali di malattia, quando l'afflusso di pazienti si concentra in poche settimane (come per l'influenza)
·        sarà fatto in project financing con l'intervento del privato, che metterà dei soldi solo se potrà guadagnarci

GLI ACCORPAMENTI IN UN SOLO OSPEDALE DEI REPARTI DI UROLOGIA, OTORINO E NEUROLOGIA STANNO DIMOSTRANDO QUEL  CHE ACCADRÀ: MENO POSTI LETTO, MENO OPERAZIONI, AUMENTO DEI TEMPI DI ATTESA.



COMITATO PER LA SALUTE DEL VARESOTTO

martedì 21 febbraio 2017

Busto Arsizio: “Settimana della sicurezza? Meno spot e più concretezza”

BUSTO ARSIZIO – 640 multe, un sesto delle quali dovute a mancanza di revisione o copertura assicurativa. Sono alcuni dei numeriforniti dall’assessorato alla Sicurezza Max Rogora e dal comandante della Polizia localeClaudio Vegetti al termine di una settimana di supercontrolli.
Numeri che, secondo il sindacalista di AdlFausto Sartorato, meritano un’analisi approfondita.
 
“Se fossi un politico – osserva – non mi vanterei, ma mi domanderei se dietro questi dati non ci sia un problema sociale. Chi si muove con l’auto senza assicurazione indubbiamente sbaglia, ma non si può non fare un riflessione. Forse non si tratta solo di negligenza o di voler fare i furbi. Forse la questione è più complessa, e un politico dovrebbe rifletterci sopra”.
 
Sartorato si concentra poi sulle vicende della Polizia locale: “Si è parlato tanto di questa settimana delle sicurezza. E poi? Gli spot non servono. I controlli devono essere quotidiani, ma per questo servono più uomini, non le ore di straordinario”.
A preoccuparlo è anche il mancato pagamento delle indennità di turno. “Anche questo mese non è arrivata, e non è la prima volta. Mi auguro che non ci sia alcun punto di contatto con lavicenda delle educatrici, per la quale siamo pronti a dare battaglia. Le norme contrattuali devono essere rispettate”.

Asilo Nido Busto Arsizio: Articolo


Polizia Locale Busto Arsizio: Articolo