- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

mercoledì 17 gennaio 2018

PI In Movimento: QUEL CHE RESTA DEL CONTRATTO

CCNL Pubblico Impiego: Mobilitazione generale il 19 gennaio. Il 26 nuova Mobilitazione nelle Funzioni Centrali
QUEL CHE RESTA DEL CONTRATTO
La firma del CCNL Funzioni Centrali (23/12/17) rappresenta un’ulteriore battuta d’arresto per tutto il pubblico impiego, perché questo accordo, contrariamente a quanto scrivono i sindacati della complicità, impone aumenti compatibili con i soldi stanziati dal Governo e in linea con i dettami della finanza europea. Aumenti erosi completamente dall’aumento del costo della vita, con poche briciole di arretrato per il periodo che va dal 2010 al 2015, con risorse ridotte per il 2016 e 2017, con i soldi della produttività di tutte/i distribuiti in modo sempre più diseguale, in linea con le fasce previste sin dal 2009 dal cd. decreto Brunetta, per niente superato. La contrattazione viene limitata alla sola suddivisione delle risorse, con criteri in gran parte decisi dalla dirigenza e del tutto esclusa su aspetti fondamentali quali orari, organizzazione del lavoro, mobilità, etc.. Le  rsu ridotte ormai a rappresentare simulacri di negoziati inesistenti. Si fa sempre più strada l'orario multiperiodale per risparmiare su forza lavoro e straordinari; si riducono gli spazi di agibilità sindacale (cessa definitivamente di esistere la già discutibile concertazione), si scaricano sul lavoratore gli oneri della solidarietà (ferie solidali) che dovrebbero rientrare invece tra i diritti individuali inalienabili affinché chi si ammala non perda il posto di lavoro. Sulla scia del CCNL metalmeccanici, si rafforzano previdenza complementare, sanità integrativa e welfare aziendale con le risorse decentrate che saranno appannaggio di quelle stesse organizzazioni firmatarie o delle loro emanazioni: questo è il vero oggetto della cessione dei diritti e degli aumenti contrattuali. A questo punto la trasformazione delle organizzazioni sindacali è completa. Non più rappresentanti degli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici, ma complici di un sistema che usa i contratti per comprimere potere di acquisto e potere negoziale riducendo diritti, tutele e salario. Il contratto delle funzioni centrali è figlio degli accordi del 2016 sui 4 comparti che determinava aumenti contrattuali solo in linea con i dettami della finanza pubblica e nei limiti delle risorse finanziarie che il Governo aveva messo a disposizione senza guardare a quanto avevamo effettivamente perso negli anni di blocco della contrattazione. La riduzione dei diritti – sia di quelli individuali, che collettivi, come nel caso delle RSU – vuole definitivamente togliere la parola a chi combatte questo sistema, come già accaduto con l’accordo sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014. Con la firma dell’intesa sui 4 comparti e l’accettazione implicita dei decreti Madia, la firma definitiva del primo CCNL del P. I. diventa un pro-forma a cui non potrà sottrarsi chi intenderà continuare a godere di un minimo di agibilità sindacali: cessa di essere un contratto per trasformarsi in un’altra cosa.
Questo sarà il modello da seguire per tutti gli altri comparti di contrattazione.
I lavoratori e le lavoratrici sappiano però che ormai non basta più denunciare i reali contenuti di questi contratti al ribasso. Servono altre parole d'ordine come la quattordicesima in busta paga, l'estensione dei diritti individuali, il diritto di assemblea e di contrattazione per ogni singolo delegato RSU. Serve che non siano barattati i nostri aumenti con i “bonus” (leggasi elemosina) o in cambio della previdenza complementare, della sanità e del welfare integrativi. Serve che i Pubblici Impiegati non vengano discriminati rispetto al settore privato ricevendo TFR (o TFS) con due anni di ritardo, che non vengano penalizzati gli assunti post 2001 con una vessazione occulta del 2,5% sul TFR, o con l’inaccessibilità al TFR o al TFS già accumulato. Serve a tutti che i vantaggi del bonus fiscale voluto da Renzi producano effetti di reale incremento stipendiale fisso e ricorrente, o di detrazione fiscale stabile. Serve rifiutare l’indottrinamento e la pratica della valutazione e della performance utilizzata come grimaldello per dividere i lavoratori e le lavoratrici e non – come falsamente affermato – per valorizzarne il merito. In questo senso la Pubblica Amministrazione deve tendere a garantire standard di servizio in ogni luogo di lavoro e, conseguentemente, parità di salario.
Per questo Cub, Sgb, Slai Cobas, Si Cobas, Usi AIT e Pubblico Impiego in movimento,
lanciano due prime giornate di mobilitazione
Il 19 gennaio 2018
Mobilitazione nazionale e generale di tutti i comparti pubblici con volantinaggi e presidi informativi.
Il 26 Gennaio 2018
nuova Mobilitazione per i lavoratori delle Funzioni Centrali, primi ad aver visto firmata l’ipotesi di contratto.
Lavorando per lo Sciopero Generale di tutti i Lavoratori del Pubblico Impiego.

OSPEDALE GALLARATE Art. La Prealpina


TESSERAMENTO 2018


BUSTO ARSIZIO Caos all’Anagrafe e nuovi orari in Comune, sindacato Adl all’attacco

SARTORATO: “SCELTE UNILATERALI DELL’AMMINISTRAZIONE”
“I lavoratori non vengono ascoltati e i problemi, che risalgono alle scelte delle giunte precedenti, rimangono”

Le code all’Anagrafe? “Un caso non semplice, ma che manchi personale lo sappiamo da tanto tempo”, afferma il rappresentante sindacale di Adl Fausto Sartorato.
Il quale non si scaglia contro l’amministrazione Antonelli: “Il problema – dice – non può essere imputato a questa giunta, ma a quelle che si sono succedute negli scorsi anni, portandoci alla situazione attuale”.
Se questa è la premessa, “è chiaro, allo stesso tempo, che una soluzione deve essere trovata, perché una città di 84 mila abitantinon può offrire questo tipo di servizio. I disagi, tra l’altro, oltre che gli utenti colpiscono i dipendenti, che non hanno alcuna colpa per le lunghe code e le attese. D’altra parte, se con le assunzioni siamo sempre in ritardo, i risultati non possono che essere questi”.
Le critiche di Sartorato riguardano anche – e soprattutto – il nuovo orario di apertura degli uffici comunali, entrato in vigore il 2 gennaio.
“Le decisioni sono state prese senza coinvolgere minimamente le Rsu. Le richieste avanzate dai lavoratori non sono state considerate, mentre le novità, introdotte unilateralmente, potrebbero creare dei problemi. Il mercoledì, ad esempio, come verrà gestita l’apertura nell’orario classico della pausa pranzo? I dirigenti non possono imporre ai dipendenti di non fare la pausa. I lavoratori, come sempre, si danno da fare affinché tutto funzioni, ma non è questo il modo corretto di agire. Fosse per me, farei stare agli sportelli chi ha deciso di introdurre questi orari”.
“Non c’è nessuna collaborazione”, lamenta il sindacalista, rilanciando anche la protesta degli impiegati dell’ufficio di Stato civile. “Anche in questo caso, le carenze di organico si fanno sentire e l’arretrato aumenta. Oltre a ciò, c’è la necessità di trovare uno spazio idoneo per le pratiche più delicate. In questo settore si trattano separazioni, divorzi, adozioni e così via. Non è giusto affrontare questioni di questo tipo in mezzo ad altre persone in attesa, senza nessuna privacy. Il disagio è stato espresso dagli utenti e i lavoratori l’hanno sottolineato anche nella lettera inviata lo scorso novembre al Prefetto. I problemi sono annosi e noti, adesso è tempo di trovare le soluzioni più idonee”.
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lunedì 15 gennaio 2018

Lettera aperta all’assessore al welfare sulla riforma lombarda relativa alla gestione dei pazienti cronici - Egregio Assessore al Welfare Regione Lombardia

Egregio Assessore al Welfare Regione Lombardia 
Avv. Giulio Gallera

Scopo dichiarato della riforma sanitaria attuata con le deliberazioni n. 6164 e n. 6551/2017 è quello di migliorare l’assistenza per i cittadini affetti da patologie croniche.
Lo strumento individuato (affidamento ad un Gestore) non sembra però affrontare alcuno dei nodi che rendono difficile per i pazienti e per i Medici di Medicina Generale (sostanzialmente e inopinatamente posti ai margini del progetto) far fronte, in modo adeguato, alle necessità di procedure diagnostiche e terapeutiche.
I disservizi sono stati ripetutamente evidenziati dalle voci critiche levatesi da più parti, mai da Lei raccolte, e che – confidando finalmente in una Sua risposta puntuale nel merito – possono così riassumersi.

  1. non affronta e non risolve il problema annoso delle liste di attesa. Tale disfunzione, fra le maggiori inefficienze lamentate dai soggetti interessati,  risulta ulteriormente aggravata dalla cattiva gestione derivante dai “tetti di spesa” (che sono causa notoria del blocco di attività ambulatoriali, visite specialistiche e prestazioni sanitarie regolarmente verificatesi negli ultimi mesi dell’anno, a cui  dovrebbe ovviarsi – ma il suggerimento è meramente indicativo essendo ben più ampio il campo degli sprechi –   limitando o eliminando consulenze, uffici di staff e altre sovrastrutture burocratiche oggettivamente inutili. Da anni si assiste invece a tagli  continui e sistematici  al sistema sanitario pubblico, “compensati” da abnormi finanziamenti a favore del sistema privato accreditato. Anche i provvedimenti in esame risentono della medesima filosofia);
  2. toglie ai malati cronici la libertà di scelta, ovvero la possibilità di continuare a farsi seguire dallo stesso specialista o dalla stessa struttura sanitaria presso i quali erano in cura precedentemente, costringendoli ad accettare lo specialista e le strutture sanitarie, pubbliche o private accreditate, imposte dal gestore;
  3. ignora volutamente che, per evitare sia inutili e interminabili attese telefoniche sia lunghe liste di attesa, sarebbe sufficiente ristabilire, come era nel passato,  la possibilità di fissare immediatamente, al termine della visita programmata, la data per il successivo controllo. Questa soluzione sarebbe ottimale in particolare per i malati cronici ed estremamente conveniente sul piano economico perché non necessiterebbe di alcun gestore;
  4. determina possibili e spiacevoli situazioni conflittuali e di confusione nel caso in cui il paziente scegliesse un gestore per la cronicità pur rimanendo necessariamente in carico al proprio medico di base per tutte le altre malattie;
  5. omette di precisare se eventuali prestazioni non inserite nel PAI che si rendessero necessarie nel corso dell’anno saranno, o meno, a carico del paziente;
  6. provoca indebite violazioni del segreto professionale e del diritto alla privacy, rinviando genericamente a successivi provvedimenti le modalità di trattamento dei dati sensibili;
  7. prevede la destinazione di soldi pubblici per pagare i compensi destinati alle nuove figure previste dalla proposta regionale  (manager, coordinatori, medici addetti alla stesura del PAI, ecc.); in tal modo diminuirà la disponibilità economica destinata direttamente alle cure e all’assistenza dei cittadini;
  8. contiene errori madornali nella formulazione dei set di riferimento.
Valga, ad esempio, il set relativo ai pazienti ipertesi, nel quale risultano inclusi la mammografia, la RX lombosacrale, del femore e della caviglia e la visita urologica, mentre sono del tutto assenti il monitoraggio 24 ore pressione, l’ECG dinamico Holter, il test da sforzo,  EcoColor Doppler grossi vasi addominali, EcoColor Doppler arterie renali.  Non essendo prevista la possibilità che il gestore richieda prestazioni al di fuori dei Set di riferimento, deve dedursi che le stesse, a causa dell’illogicità della previsione del set (di cui sarebbe interessante conoscerne gli autori), siano a totale  carico del paziente.
In attesa di Sue eventuali repliche, La invitiamo a un confronto pubblico, lasciando a Lei la proposta di data e luogo.

Cordiali saluti,

Vittorio Agnoletto, medico, co-conduttore della trasmissione “37e2”
Fulvio Aurora, Medicina Democratica nazionale – responsabile delle vertenze giudiziarie

Albarosa Raimondi, medico, esperta di organizzazione dei servizi sanitari. 

lunedì 8 gennaio 2018

Conguaglio di fine anno 2017 dei contributi previdenziali e assistenziali.

Con la presente circolare si forniscono indicazioni in ordine alle modalità da seguire per lo svolgimento delle operazioni di conguaglio, relative all’anno 2017, finalizzate alla corretta quantificazione dell’imponibile contributivo, anche con riguardo alla misura degli elementi variabili della retribuzione.

Come di consueto, ci si sofferma sulle modalità di rendicontazione delle seguenti fattispecie:
1)      elementi variabili della retribuzione, ai sensi del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 7 ottobre 1993 (di seguito, per brevità, DM 7.10.1993);
2)      massimale contributivo e pensionabile, di cui all’art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995;
3)      contributo aggiuntivo IVS 1%, di cui all’art. 3-ter della legge n. 438/1992;
4)      conguagli sui contributi versati sui compensi ferie a seguito fruizione delle stesse;
5)      “fringe benefits” esenti non superiori al limite di € 258,23 nel periodo d'imposta (art. 51, comma 3, del T.U.I.R.);
6)      auto aziendali ad uso promiscuo;
7)      prestiti ai dipendenti;
8)      conguagli per versamenti di quote di TFR al Fondo di Tesoreria;
9)      rivalutazione annuale del TFR conferito al Fondo di Tesoreria;
10)  gestione delle operazioni societarie.

Reddito di inclusione. Rilascio nuove versioni delle procedure intranet e internet.

Si illustrano di  seguito le novità delle nuove versioni internet e intranet della procedura ReI, entrambe in linea dal 30 dicembre.

Procedura internet

Con la release del 30.12.2017 sono stati resi disponibili i seguenti aggiornamenti.


Funzionalità principali

  • Adeguamento dei controlli sulle date indicate nella sezione ReIcom e nei modelli ReIcom, in modo da consentire l’inserimento di una data inizio dell’attività lavorativa antecedente all’1.1.2017. Resta fermo che il reddito presunto da indicare nell’apposito campo è quello relativo all’anno solare in cui è presentata la domanda.

    • Per i soli utenti multiprofilo, nella testata dell'applicazione è stato aggiunto un link che consente di passare rapidamente dai dati di un Comune a quelli di un altro Comune a cui si è autorizzati, senza la necessità di doversi disconnettere e riconnettere nuovamente.

calendario dei pagamenti delle prestazioni previdenziali corrisposte dall'INPS, dei trattamenti pensionistici, degli assegni, pensioni e le indennità di accompagnamento erogati agli invalidi civili, delle rendite vitalizie dell'INAIL; novità sul pagamento pensioni al primo giorno bancabile del mese.

Come è noto l’art. 3, comma 3 del Decreto Legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2017, n. 19, aveva modificato l’art. 1 comma 302 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, già sostituito dall’art. 6 del decreto legge 21 maggio 2015, n. 65 in tema di data di pagamento delle pensioni, stabilendo che i pagamenti delle prestazioni previdenziali corrisposte dall'INPS erano effettuati il primo giorno bancabile di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile, prevedendo, da ultimo, che a partire dal 2018, la decorrenza del regime temporale di pagamento dei trattamenti pensionistici e assistenziali, sarebbe stata il secondo giorno bancabile di ciascun mese. Per la rata di gennaio di ogni anno il pagamento era rimasto stabilito al secondo giorno bancabile del mese.
Questo regime è stato profondamente modificato con la legge di bilancio 2018.

Infatti, l’art. 1, comma 184 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018) ha modificato l’art. 1, comma 302 della L. 23 dicembre 2014, n. 190 stabilendo un nuovo calendario a regime da gennaio 2018 ed, in particolare, che “a decorrere dal mese di gennaio 2018, al fine di razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall'INPS, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogati agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell'INAIL sono posti in pagamento il primo giorno di ciascun mese o il giorno successivo se il primo è festivo o non bancabile, con un unico mandato di pagamento ove non esistano cause ostative, fatta eccezione per il mese di gennaio in cui il pagamento avviene il secondo giorno bancabile”.

Cassetto Previdenziale del Lavoro Domestico.

Si comunica che dal 29 dicembre 2017 sarà disponibile il Cassetto Previdenziale del Lavoro Domestico.

Il servizio del nuovo cassetto, riservato ai datori di lavoro domestico, rientra nel processo di miglioramento della comunicazione con il contribuente, sia in termini di efficacia amministrativa sia in termini di efficienza grazie all’utilizzo del canale telematico.

In particolare, l’utilizzo del canale telematico semplifica e facilita notevolmente l’attività demandata ai processi di back office, realizzando nel contempo una più efficace assistenza e consulenza specialistica e un miglioramento complessivo della qualità dei servizi.

Il Cassetto Previdenziale del Lavoro Domestico nasce dall’esigenza di facilitare i soggetti contribuenti nella consultazione dei dati contenuti negli archivi dell’Istituto, fornendo una situazione riassuntiva delle informazioni inerenti la propria posizione previdenziale.

Il Cassetto Previdenziale ha l’obiettivo di raccogliere e proporre in modo organico e attraverso una grafica totalmente rinnovata tutte le informazioni inerenti il lavoro domestico. La versione attuale offre una panoramica completa delle informazioni relative ai dati dei rapporti di lavoro e ai dati anagrafici e di recapito dei soggetti coinvolti, ivi compresi gli eventuali soggetti delegati.

Sostegno Inclusione attiva - SIA. Rivalutazione degli importi dei trattamenti economici di natura previdenziale, indennitaria o assistenziale.

L’articolo 4, comma 3, lettera b), II, del decreto 26 maggio 2016, così come modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera c) del decreto 16 marzo 2017, prevede che i nuclei familiari beneficiari del SIA , al momento della domanda e per l’intera durata dell’erogazione del beneficio, possano percepire trattamenti economici di natura previdenziale, indennitaria o assistenziale, a qualunque titolo concessi dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni, in misura non superiore a 600 euro mensili, elevabili a 900 in caso di presenza nel nucleo di persona non autosufficiente.

A seguito della perequazione automatica dei trattamenti pensionistici previdenziali dell’Assicurazione Generale Obbligatoria, prevista dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 20 novembre 2017 ( pubblicato in Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 280 del 30.11.2017), in misura pari a 1.1% dal 1 gennaio 2018, gli importi dei suddetti limiti massimi sono rivalutati, per il 2018, rispettivamente a 606.6 euro e 909.9 euro.

sabato 30 dicembre 2017

Rinnovo delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e delle prestazioni di accompagnamento alla pensione per l’anno 2018.

Premessa
L’Istituto ha concluso le attività di rinnovo delle pensioni e delle prestazioni assistenziali propedeutiche al pagamento delle prestazioni previdenziali e assistenziali nell’anno 2018.
Si descrivono in dettaglio le operazioni effettuate.
1.   Rivalutazione dei trattamenti previdenziali
E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 280 del 30 novembre 2017, emanato dal Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Decreto del 20 novembre 2017 recante il “ Valore della variazione percentuale, salvo conguaglio, per il calcolo dell'aumento di perequazione delle pensioni spettante per l'anno 2017, con decorrenza dal 1° gennaio 2018, nonché valore definitivo della variazione percentuale da considerarsi per l'anno 2016, con decorrenza dal 1° gennaio 2017” (allegato 1).
Si rammenta che la rivalutazione viene effettuata con i criteri di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sulla base del cosiddetto cumulo perequativo, considerando come un unico trattamento tutte le pensioni di cui il soggetto è titolare, erogate dall’INPS e dagli altri Enti, presenti nel Casellario Centrale delle Pensioni.

Reddito di Inclusione. Presentazione e istruttoria delle domande.

Con la circolare n. 172 del 22 novembre 2017 è stata illustrata la misura di contrasto alla povertà, introdotta dal decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, denominata Reddito di Inclusione (d’ora in poi ReI).

Con il presente messaggio si forniscono le prime istruzioni operative in merito alle modalità di presentazione e trasmissione della domanda e alla verifica dei requisiti di accesso alla misura.

Come noto, le domande di ReI possono essere presentate a partire dal 1° dicembre 2017. Dalla medesima data sono, dunque, operative tutte le modalità previste per la trasmissione delle domande di ReI da parte dei Comuni all’Istituto.

1.   Avvio del procedimento: modalità di presentazione della domanda.

La domanda di ReI deve essere presentata presso i punti di accesso individuati dai Comuni, che si coordinano a livello di ambito territoriale. Tali punti di accesso sono comunicati all’Istituto e al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (oltre che alla Regione territorialmente competente) entro novanta giorni a decorrere dal 14 ottobre 2017, data di entrata in vigore del citato D.Lgs. n. 147/2017. In attesa della comunicazione dei punti di accesso, la domanda di ReI viene presentata al comune singolo o associato in ambito territoriale.

Il modulo di domanda (allegato alla circolare n. 172 del 22 novembre 2017) è reperibile sia sul sito internet dell’Istituto che su quello del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.